Arles antica

Ad Arles siamo stati più volte negli ultimi anni ed è sempre piacevole passeggiare per le sue vie. Ha un qualcosa di spagnoleggiante che ci diverte sempre!

Come ogni volta che passiamo di qua ci sono degli angoli della città dove ci piace fermarci. Uno di questi è l’Espace Van Gogh: sempre curato nel minimo dettaglio, sempre piacevole!
Questa volta abbiamo voluto visitare la Arles antica. Ci siamo diretti verso la grande Arena che si trova più o meno al centro della città e abbiamo fatto il biglietto che comprende la visita all’Arena e al Teatro.
Pagando pochi euro in più era possibile acquistare un biglietto che oltre a questi due ingressi aveva anche l’accesso alle terme, ma il tempo era poco.

L’Arena è grande ed assomiglia ad un enorme labirinto. Ci si perde dentro!
Ha una storia estremamente interessante ed è stata luogo di qualsiasi tipo di evento: nasce come arena dove si svolgevano combattimenti, poi è stata fortezza (motivo per cui vi sono 4 torri lungo la sua circonferenza), ha accolto le abitazioni di chi vi si proteggeva all’interno,…oggi è ancora in funzione e vi si svolgono spettacoli, concerti e corride.
La corrida provenzale è differente da quella spagnola: il torero deve cercare di togliere i nastri e le coccarde che sono legati alle corna del toro, e lo fa usando un lungo gancio. Per chi è interessato è possibile assistere alle corride acquistando i biglietti.

Usciti dall’arena ci dirigiamo al Teatro Antico. La sensazione che si prova passeggiando tra i resti antichi è strana: sembra di trovarsi sul luogo di un misfatto, qualcuno è passato e ha rubato tutto. Effettivamente è così. Le pietre del teatro nel corso dei secoli sono state prese ed usate per costruire altri edifici. Pezzi di colonne, piccoli bassorilievi, angoli del timpano si trovano ammucchiati qua e la, in attesa che il tempo li copra.
Il teatro è oggi usato per spettacoli teatrali e per il cinema all’aperto.

Concludiamo la nostra visita di un giorno con una passeggiata lungo il fiume, un giretto tra le vie di Arles antica e alla rincorsa delle ombre: qui il sole picchia!

Risaliti in macchina andiamo a raggiungere la nostra seconda tappa fissa: il ponte di Van Gogh!
Poco fuori dalla città è stato ricollocato il famoso ponticello ritratto da Van Gogh, apriamo il nostro tavolino e mangiamo qui, dove il paesaggio intorno a noi si trasforma in tante piccole pennellate accostate le une alle altre, i colori risplendono e ci sembra di condividere il nostro pranzo con questo genio che Arles fatica a riconoscere e mette un po’ in un angolo.

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